I filosofi naturalisti

I primi filosofi sono detti "fisici" o "filosofi naturalisti" perchè si interrogavano sulla natura e sull'origine di tutte le cose.
Infatti per primi cercarono di rispondere alle fondamentali domande ontologiche (domande che si interrogano sull'essere) quali:
-Chi siamo?
-Qual è l'origine dell'universo?
-Perchè esistiamo?
-Come si spiega la vita sulla Terra?
-Perchè le cose accadono?

I primi ad inaugurare questo nuovo tipo di ricerca razionale sono Talete, Anassimandro e Anassimene, tutti e tre provenienti dalla città di Mileto.
Su questi pensatori non ci sono state tramandate molte informazioni, ma è certo che possedessero alcune fondamentali conoscenze di carattere tecnico-scientifico.

Il principio originario che individuano è l'Archè, che rappresenta la materia di cui sono fatte tutte le cose, la forza che le ha generate e la legge divina ed eterna che le governa.



TALETE

Talete non lasciò opere scritte, ma conosciamo i suoi studi grazie alle testimonianze di altri filosofi posteriori, come per esempio Aristotele, che lo descrive come una persona esperta e colta, che prese parte anche alla vita politica.

Credeva che l'acqua, che è presente in ogni cosa vivente, fosse il principio primordiale. Secondo la sua ipotesi in origine c'era solo un immenso oceano, dal quale si è sviluppata la vita, la terra e i corpi celesti, e tutto il mondo poi fluttua sulle acque di questo mare. Quindi è l'acqua il principio di tutte le cose, l'elemento fondamentale.

Questa visione del mondo e delle sue origini assomiglia molto ai miti popolari, creati per spiegare i fenomeni della Terra con l'ausilio però di interpretazioni mitiche e religiose.





ANASSIMANDRO

Con Anassimandro la filosofia si distacca sempre di più dai miti cosmogonici (miti sull'origine dell'universo).
Egli usò per primo il termine "arché" e individuò la sostanza primordiale in un principio indeterminato detto apeiron (senza confini/sconfinato). Non collega il principio ad un elemento perchè pensa che debba essere una sostanza indistinta.
Tutte le cose vengono generate attraverso un processo di separazione, governato da una legge necessaria chiamata Dike (Giustizia). Questo processo di separazione avviene grazie ad un movimento rotatorio attraverso il quale si sviluppano tutti i contrari (es: caldo/freddo, secco/umido, buio/luce).
Tramite questa separazione si generano infiniti mondi destinati a dissolversi e a ricomporsi.

La separazione però è anche fonte di infelicità: gli individui, infatti, provano nostalgia per il "tutto originario e unito" da cui derivano. La separazione è la causa della molteplicità e della differenza tra gli esseri, del loro contrasto e delle guerre. L'unico modo per riparare questo male è andare incontro alla morte, per fare ritorno all'unità perduta. Nascere, in questo caso, sarebbe una vera e propria colpa che tutti gli esseri viventi devono espiare.


ANASSIMENE

Egli identificava il principio primordiale con l'aria o "respiro", paragonava la vita dell'universo a quella dell'uomo. Il principio da lui individuato era infinito e in continuo movimento: l'aria anima il mondo ed è il principio di ogni mutamento.
La nascita e lo sviluppo di tutte le cose avvengono attraverso un processo di condensazione e rarefazione:
-l'aria rarefatta genera il fuoco
-l'aria condensata genera il vento, l'acqua, il vapore, le nuvole, la terra

Un mondo creato in questo mondo è destinato a rigenerarsi e dissolversi all'infinito.

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